“Vorrei prendere il dolore al posto tuo e chiuderlo in una cassa”: l’empatia dei bambini di Sala Consilina per i bambini Ucraini

“Facciamo passi avanti, mettiamo tanti mattoni nella nostra piramide, e poi crolla tutto. Ritorniamo quasi in cima e poi crolla tutto di nuovo, e tutto ritorna come prima”. La piramide che crolla è quella della Pace, e chi scrive queste amare parole non è l’editorialista di un quotidiano o di una testata giornalistica ma una bambina di V elementare di Sala Consilina. Le vittime più indifese e innocenti di tutte le guerre sono sempre i bambini, e in Ucraina se ne contano già centinaia, falciati senza pietà dalle armi di adulti senz’anima. Ma anche i bambini del Vallo di Diano, non direttamente coinvolti dal conflitto, assistono sgomenti e attoniti a qualcosa che non riescono a comprendere, a un orrore che attraverso le immagini rilanciate quotidianamente dai media irrompe nelle loro vite e scardina le loro certezze, già messe a dura prova dalla pandemia.

I piccoli studenti di Sala Consilina hanno espresso il loro sgomento per la guerra e la loro voglia di pace. Non soltanto con i disegni, ma anche attraverso frasi e parole significative. Eccone alcune: “Quando in TV vedo bambini come me che non hanno da mangiare, che devono abbandonare le loro case e allontanarsi dai parenti il mio cuore si riempie di tristezza”. E ancora: “I Bambini in Ucraina fino a pochi giorni fa si svegliavano la mattina per andare a scuola, vedere gli amici, uscivano per andare a giocare; adesso si ritrovano a vivere in umide, fradice e piccole stanze sotterranee, senza cibo. E quando piangono mettono i brividi”. Un’altra bambina scrive: “In negozio abbiamo messo carrello dove ognuno può mettere cibo, vestiti e medicine per i profughi della guerra… sarebbe bello svegliarsi e pensare che sia stato solo un brutto sogno”. I bambini valdianesi non si limitano ad osservare gli avvenimenti, ma ne sono coinvolti: e condividono empaticamente in profondità il dolore causato dalla guerra: “Ogni persona a te cara che muore in guerra è come un taglio che squarcia la carne, rompe le ossa, distrugge il corpo e arriva al cuore e all’anima. La disperazione fa venire voglia di prendersi al posto degli altri il dolore e chiuderlo in una cassa”.  E l’incertezza di questo momento storico così travagliato rende il periodo dell’infanzia un luogo meno sicuro: “Provo speranza ma anche paura, perché non sappiamo la reazione di Putin verso l’Italia”. Una cosa è certa, per i bambini la guerra è inconcepibile: “È la cosa più brutta che esiste nel mondo”, “È come una peste che è formata da odio ed egoismo”. Ma perché -si domandano- le persone non possono vivere in pace? La risposta è emblematica: “L’essere umano deve trovare un conflitto in qualsiasi momento… per interessi e per diversità di pensiero”. Infine, i bambini di V elementare di Sala Consilina ricordano agli adulti una frase molto significativa di Pablo Neruda: “Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono”.

I disegni e gli scritti citati sono stati realizzati dai bambini della V elementare della Scuola Primaria di Viscigliete, (dell’Istituto Comprensivo di Sala Consilina, guidato dal Dirigente Scolastico Patrizia Giovanna Pagano), che nei giorni scorsi hanno preso parte all’evento nazionale racchiuso dallo slogan “L’Italia ripudia la guerra”, alla presenza in remoto del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Anche altre scuole di Sala Consilina e del Vallo di Diano hanno preso parte alla manifestazione, con contributi altrettanto significativi.

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