Cucina italiana patrimonio UNESCO: la BCC Magna Grecia in prima linea nel progetto per la sostenibilità della filiera bufalina nella Piana del Sele

Valorizzare la cucina italiana, riconosciuta patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’UNESCO, partendo dalle filiere agroalimentari e dal loro radicamento territoriale. È questo l’obiettivo del progetto promosso da Fondazione Symbola insieme a BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum Serino e BCC Magna Grecia, che punta a rafforzare lo sviluppo sostenibile della Piana del Sele, con un focus particolare sulla filiera bufalina. L’iniziativa nasce da un dato ormai consolidato: secondo gli studi di Fondazione Symbola, per i consumatori la sostenibilità rappresenta sempre più una componente essenziale della qualità. Rendere le filiere più sostenibili significa quindi accrescere la percezione di valore dei prodotti e migliorarne il posizionamento sui mercati, soprattutto in territori che fanno dell’agroalimentare un asse identitario ed economico.

Il progetto – realizzato con la collaborazione di Coldiretti, Confagricoltura e numerose aziende del territorio e la cui presentazione è prevista nelle prossime settimane – analizza soluzioni e tecnologie innovative per accompagnare la decarbonizzazione e la transizione sostenibile della filiera bufalina. L’obiettivo è rafforzarne competitività, resilienza e capacità di rispondere alle nuove aspettative dei mercati, sempre più attenti a temi come impatto ambientale, benessere animale e trasparenza. Un percorso che contribuisce a dare ulteriore valore a un’eccellenza italiana strettamente legata alla cucina italiana, simbolo di qualità e tradizione riconosciuto a livello internazionale. Investire sulla sostenibilità della filiera bufalina significa infatti rafforzarne la qualità complessiva, tutelarne il legame con il territorio e renderla ancora più attrattiva per consumatori consapevoli.

Vallo della Lucania, sede BCC Magna Grecia

Alla base del progetto c’è un approccio integrato che mira a trasformare la transizione ecologica in una vera opportunità di crescita, rafforzando il posizionamento competitivo delle filiere agroalimentari della Piana del Sele e contribuendo alla costruzione di un valore duraturo per il territorio e per l’intero sistema agroalimentare italiano.

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