La filiera bufalina della Piana del Sele si conferma una delle eccellenze strategiche dell’agroalimentare italiano, protagonista del rapporto “Filiere sostenibili della Piana del Sele. Filiera Bufalina”, promosso da Fondazione Symbola insieme a BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum e Serino e BCC Magna Grecia, con la partnership di Coldiretti e Confagricoltura. Il lavoro analizza soluzioni e tecnologie innovative per accompagnare la transizione sostenibile della filiera, trasformando le criticità ambientali in opportunità di crescita, efficienza e competitività.

In Italia è presente circa l’1% del patrimonio bufalino mondiale e il 95% di quello europeo, con circa 435.000 capi: di questi, oltre il 70% è allevato in Campania. La Piana del Sele rappresenta uno dei poli più rilevanti, con oltre il 25% degli allevamenti regionali e il 30,8% dei capi presenti in Campania, confermandosi territorio centrale per la produzione della Mozzarella di Bufala Campana DOP, uno dei prodotti simbolo del Made in Italy.
Il report – presentato presso il Senato della Repubblica – approfondisce il comparto con un approccio concreto e operativo, individuando soluzioni già disponibili per accompagnare la filiera verso la decarbonizzazione e il miglioramento della qualità produttiva.
Tra le principali direttrici:
- riduzione delle emissioni climalteranti e uso di energie rinnovabili;
- gestione efficiente della risorsa idrica;
- valorizzazione dei sottoprodotti in ottica di economia circolare;
- innovazioni per il benessere animale e l’efficienza produttiva;
- introduzione di packaging sostenibili.
Accanto all’analisi tecnica, il progetto mette a disposizione un plafond dedicato da 20 milioni di euro, a condizioni agevolate, per sostenere gli investimenti delle imprese e favorire l’adozione delle soluzioni individuate.


“Con questo rapporto – ha dichiarato Giuseppe Tuozzo, presidente della BCC Magna Grecia – vogliamo offrire alle imprese della filiera bufalina della Piana del Sele uno strumento concreto per trasformare la sostenibilità in un vantaggio competitivo. La transizione ecologica non è un costo da subire, ma un percorso di innovazione che migliora efficienza, qualità e resilienza, rafforzando il legame tra produzione, territorio e comunità. Come Credito Cooperativo siamo accanto agli allevatori e ai trasformatori con competenze, ascolto e un plafond dedicato per sostenere investimenti in energia rinnovabile, gestione efficiente delle risorse e valorizzazione dei sottoprodotti, perché la crescita di questo comparto passi dalla capacità di fare rete e di guardare al futuro”.
Sulla stessa linea anche gli altri istituti promotori. “Il comparto bufalino rappresenta un settore strategico per l’economia e per il futuro dei giovani” – ha sottolineato Camillo Catarozzo – evidenziando la necessità di rafforzare infrastrutture e capacità di fare sistema. “L’innovazione, anche attraverso il trasferimento di soluzioni da altri settori, è la chiave per rendere gli allevamenti sempre più sostenibili ed efficienti” – ha aggiunto Rosario Pingaro.
Il progetto “Filiere sostenibili della Piana del Sele” si inserisce in un percorso già avviato negli anni precedenti e conferma come la sostenibilità possa diventare una leva concreta di competitività, capace di rafforzare il legame tra impresa, territorio e comunità, valorizzando una delle filiere più identitarie del Mezzogiorno e dell’intero Paese.
